
The “Wicked” book
Nel 1995 lo scrittore americano Gregoy Maguire ebbe l’idea di recuperare l’universo narrativo creato da Frank Baum e la figura mitologica della strega per parlare di discriminazione, machiavelismo, relativismo, manipolazione delle masse. Questa rivisitazione, antefatto de il Meraviglioso mondo di Oz, ha come protagonista la giovane strega dell’Ovest e narra la storia di come diventò malvagia (Wicked). Sono state le circostanze a renderla così? Elphaba era condannata alla nascita a prendere una cattiva strada per via del colore della sua pelle? L’amicizia con la popolare e buona Glinda, l’amore per il principe Fiyerro potrebbero salvarla? Ma soprattutto, chi definisce cosa è giusto e cosa non lo è? Secondo quali principi morali una persona dovrebbe giustificare (autorizzare) le proprie azioni?
The “Wicked” musical
Il romanzo fu un successo tale da spingere Maguire a scrivere tre seguiti e il compositore Stephen Schwartz a correre ad acquistarne i diritti. La storia di Wicked, ripulita delle sezioni più sinistre e riscritta focalizzandosi sul rapporto di nemiciamicizia tra Elphaba e Glinda, divenne nel 2003 un musical di maggior clamore. Inevitabile, dopo vent’anni di repliche, adattare i due atti teatrali in due film di circa tre ore ciascuno.
Two “Wicked” movies, for good
Se il primo film può adagiarsi sugli allori di alcune delle canzoni più iconiche e potenti della storia dei musical e di una storia di formazione e di empowerment femminile (per entrambe le protagoniste) molto dritta, aka apprezzabile, il compito che spetta a questo secondo capitolo è più impegnativo. Il libretto dello spettacolo, difatti, compiva la scelta di trascurare la situazione politica del regno di Oz per narrare le vite di Glinda e Elphaba.
Cinque anni dopo la separazione le due ragazze sembrano aver ottenuto quello che volevano: Glinda è voce e volto della Città di Smeraldo, ha “circa” l’amore di Fiyerro, un matrimonio da diva in vista, l’affetto del popolo. Elphaba è esule e sola ma libera di sperimentare la magia e passa il tempo in compagnia degli amici animali della foresta. Ci sono molte stoccate ai classici Disney, e questo è bene. Capisco la delusione di chi, digiuno del musical omonimo, si sarebbe fermato al “lieto fine” del primo film.
Perché da qui innanzi la storia inizia a porre domande scomode.
One question haunts and hurts too much, too much to mention
Was I really seeking good or just seeking attention?

Una rete di intrighi politici, non detti e triangoli amorosi scatenerà gli eventi di questo Wicked: For good. Elphaba dovrà fare i conti con un potere enorme e imprevedibile (qualcuno ha pensato a Madoka Magica?), sempre usato “a fin di bene”, senza che questo bene le sia mai stato riconosciuto. Nè dalla sorella – futura Strega dell’Est- nè da un Mago che ha deciso di renderla il capro espiatorio di una Nazione. Le persone hanno bisogno di eleggere un cattivo per sentirsi buone e i dittatori ben sanno che la Fede e l’Odio sono i migliori strumenti di controllo delle masse.
For the popular girl
High in the bubble
Isn’t it high time
For her bubble to pop?

Glinda dovrà decidere se continuare a restare “nella bolla” di una vita privilegiata e comoda ma falsa. Se sta facendo “il bene” di una nazione sostenendo i trucchetti e le menzogne del Mago, se in questo caso il fine giustifica i mezzi. Se vale la pena sacrificare le persone che le hanno davvero voluto bene per salvare un popolo. Si chiederà infine se è sempre stata una strega buona – del Sud – o solo gentile.
“Spero che tu sia felice alla fine, spero che tu sia felice, amica mia.” duettavano Ariana Grande e Cynthia Erivo alla fine di Defying Gravity. Poco importa se il loro affiatamento in scena abbia generato una serie di rumor tanto inquietanti da escluderle dalla corsa agli Oscar. Il mondo degli adulti è una bolla che galleggia incerta. Le figure di riferimento con il tempo vengono a mancare o ci deludono e bisogna decidere per se stessi chi si vuole diventare. Amicizie (amori?) finiscono per torti tremendi o semplici divergenze di strada. Ma se l’affetto resta, se il ricordo è dolce, quel rapporto avrà sempre un valore. Ho letto in giro questa frase: “se il dolore non ti ha reso più empatico allora l’hai sprecato”. Credo sia questo il messaggio dietro questa bilogia cinematografica, ancor più del musical e in maniera speculare al romanzo.
Peccato per due canzoni di troppo, la coreografia che spesso non regge la messa in scena sontuosa e alcuni buchi di logica che sono stati ereditati dallo spettacolo teatrale. Il film inoltre perde focus ogni volta che ammicca al grande classico del 1939, con una Dorothy ridotta a comparsa senza volto, personaggi a cui sono state riscritte le origini o attribuite azioni incoerenti. Al netto di questi difetti considero Wicked: For Good uno dei migliori musical che abbia visionato, imperdibile per i fan del genere e godibile anche per gli allergici dei vocalizzi in falsetto e dei costumi confettosi pieni di volant.
Who can say if I’ve been changed for the better?
But because I knew youbecause I knew you
I have been changedfor good
