Month: Marzo 2024

La canzone di Achille

la canzone di achille

“Gli dei non permettono a nessuno di essere famoso e felice.

patroclo in uno dei rari momenti in cui non si limita a contemplare la bellezza di achille

Cercavo una rivisitazione moderna dell’Iliade, ho trovato una lunghissima fanfiction sulla relazione tra Achille e Patroclo. Ne “La Canzone di Achille”, romanzo a tema epico-erotico ambientato durante l’Iliade Omerica, solo l’ultimo terzo è dedicato alla guerra, l’autrice è palesemente più interessata a decantare la bellezza del primo e l’infatuazione disperata del secondo che a descrivere epiche battaglie (al duello contro Ettore viene dedicato un paragrafo strimizzito, per capirsi). Si aggiungono al quadretto personaggi femminili che vanno dall’insulso al gratuitamente stronzo e il romanticismo da “Harmony” con cui un’autrice donna piace infiorire una storia d’amore omosessuale. Citando una booktoker che seguo: cambiando sesso a Patroclo la storia non sarebbe variata di una virgola. Spero che il secondo libro della stessa autrice, “Circe”, sia meglio, per non perdere la fiducia nei confronti di persone che me l’hanno raccomandato e perché tutto sommato Madeline Miller ha un bello stile. La prosa di “La Canzone di Achille” è elaborata e descrittiva quanto basta, i dialoghi suonano naturali; sarei stata più contenta se tale eleganza fosse stata investita in qualcosa di più appassionante e significativo.

Postilla ironica: il gatto in vena di dispetti ha aperto il libro abbandonato sul letto e ne ha graffiato le pagine. Libro che avevo preso in prestito in biblioteca, che non mi è piaciuto per niente, e a cui dovrò pure regalare dei soldi per riparare il danno. 

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Audition

Le parole creano solo bugie, del dolore invece ti puoi fidare.

asami durante una visita oculistica troppo meticolosa

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Dietro suggerimento del buon Matteo Fumagalli, di cui sono fan, ho recuperato Audition , adattamento filmico dell’omonimo romanzo di Murakami Ryū, autore che mi incuriosisce da un po’, ma che l’editoria italiana (un sentito grazie ad Atmosphere Libri) ha preso in considerazione solo di recente. Invece il film si trova doppiato su Amazon Prime, è un piccolo cult del cinema dell’orrore giapponese e noto “da vedere” di uno dei miei registi preferiti, Miike Takahashi. La scelta è stata scontata e pigra.

Ma definire Audition un horror, e concentrarsi sul colpo di scena in locandina, sarebbe fare un doppio affronto al regista e allo script originale. Audition racconta innanzitutto la storia d’amore tra il quarantaduenne regista Aoyama Shigeharu e la ventiquattrenne misteriosa Yamazaki Asami; consiglia in secondo grado di non ascoltare gli amici quando danno consigli del cazzo (organizzare un finto provino per trovare la seconda moglie, del resto nel ’99 non esisteva Tinder) perché si corre il rischio che funzionino. Infine mostra quanto sappiano essere pericolose le pressioni sociali all’accoppiamento, la capitalizzazione del romanticismo a soap opera/spot di profumi che dir si voglia, i bias cognitivi inneggianti alla guerra di genere (“non ci sono più le ragazze di una volta”, “voi uomini siete tutti uguali”). In questa storia ci sono un uomo e una donna che si incontrano, iniziano a frequentarsi e a ballare la danza dei sotterfugi, delle aspettative proiettate, delle menzogne e delle dissociazioni cognitive, pur di far quadrare l’altra persona nel profilo del partner perfetto, della poverina, del salvatore da amare in maniera assoluta per cui impossibile.

Miike Takahashi mette le sue inquadrature chirurgiche, i jumpscare raffinati, le transizioni disturbanti e la violenza mai gratuita* al servizio di un soggetto già forte e quanto mai attuale. Non ho sempre lo stomaco e la soglia d’attenzione necessarie per apprezzare questo genere di film, ma se come me siete in piena catarsi pre-natalizia vi consiglio caldamente la visione; in attesa di leggere il testo originale Audition fa compagnia a Don Jon, di cui è la risposta americana, nella mia top 20 cinematografica.

*nella sua poetica la mutilazione è riappropriazione della carne, rivalsa sociale; vedesi Ichi the Killer e gli altri suoi Yakuza eiga.

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